La sfida climatica e il ruolo che possono svolgere gli investitori

5 min di lettura 20 apr 22

Sommario: Mentre il mondo inizia a lasciarsi alle spalle le restrizioni legate alla pandemia e la vita comincia a somigliare a una qualche forma di normalità, verrebbe spontaneo pensare che le nostre sfide globali stiano per finire. Tuttavia, il cambiamento climatico ha continuato a produrre effetti drammatici mettendo a rischio gli habitat naturali, la salute umana e il futuro dell'economia.

Nonostante la frenata dell'attività economica nel 2020, le concentrazioni di gas serra nell'atmosfera hanno raggiunto vette mai viste prima e continuano ad aumentare. Senza un intervento drastico per ridurle, l'ONU stima che la temperatura media della superficie terrestre supererà di 3 gradi centigradi i livelli pre-industriali entro la fine del XXI secolo.

Con l'Accordo di Parigi del 2015 sul cambiamento climatico, i Paesi si sono impegnati a mantenere l'incremento nettamente al di sotto di 2°C e compiere sforzi per abbassare questa soglia a 1,5°C, un livello al quale i rischi e gli effetti del riscaldamento sarebbero nettamente più gestibili. Secondo il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), un aumento della temperatura di 2°C provocherebbe eventi meteorologici ancora più estremi, l'innalzamento del livello dei mari, lo scioglimento dei ghiacci nell'Artico, lo sbiancamento dei coralli e la perdita di ecosistemi.

Il vertice COP26 di Glasgow dell'anno scorso ha visto il Regno Unito, gli Stati Uniti e l'Unione europea stabilire degli obiettivi a breve termine per la riduzione delle emissioni di carbonio. Inoltre, i leader dei principali paesi emittenti come India, Brasile e Vietnam hanno affermato i loro obiettivi di riduzione delle emissioni e di arresto della deforestazione.

È il momento di essere ambiziosi e agire

Un intervento trasformativo non è più procrastinabile. Nel 2019 l'ONU ha stimato che le emissioni globali devono scendere in media del 7% l'anno dal 2020 al 2030 perché l'obiettivo di 1,5°C diventi raggiungibile. Entro il 2050 dobbiamo azzerare le emissioni nette di gas serra in tutto il mondo.

Per vincere questa sfida servono tagli drastici e di ampia portata in tutte le aree dell'economia. Osservando le fonti principali di gas serra, si capisce quali sono le aree in cui le soluzioni possono avere l'impatto maggiore.

Per invertire la tendenza del cambiamento climatico è imperativo trovare e impiegare fonti energetiche alternative e modi più efficienti di produrre beni e servizi, un processo che richiederà investimenti enormi. L'Agenzia internazionale per l'energia stima che per raggiungere l'obiettivo di sviluppo sostenibile numero 7 (energia pulita e accessibile per tutti) entro il 2030 servano 1,3 trilioni di dollari di investimenti l'anno.

Investire nelle soluzioni

In un ambiente sempre più consapevole di quanto sia urgente intervenire su questo fronte, si presentano opportunità a lungo termine molto allettanti per le aziende in grado di contribuire attivamente ad accelerare il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio.

Abbiamo classificato questi soggetti economici come "pionieri", se i loro prodotti e servizi hanno un effetto trasformativo sulla lotta al cambiamento climatico, “leader”, che guidano e promuovono la sostenibilità nei rispettivi settori o "facilitatori", se mettono a disposizione di altri soggetti strumenti utili per fornire soluzioni al problema del clima.

Sono tre le aree principali in cui le imprese possono generare un impatto positivo con azioni di contrasto al cambiamento climatico. La prima è quella in cui le attività o le innovazioni riducono direttamente le emissioni di gas serra.

Il settore d'investimento più ovvio naturalmente è quello dell'energia alternativa: la sostituzione dei combustibili fossili con elettricità verde, generata da fonti eoliche e solari, comporterebbe in sé il passo avanti più significativo verso gli obiettivi climatici globali. Tra i candidati forse meno scontati ci sono poi i fornitori di componenti e i sistemi che riducono le emissioni migliorando l'efficienza energetica. 

Il secondo gruppo di società a impatto comprende quelle che propongono soluzioni per rendere meno inquinanti le attività industriali e di trasporto, che insieme generano il 35% delle emissioni nocive; vi rientrano, per esempio, i fornitori delle tecnologie sottese al futuro della mobilità o dello stoccaggio di energia.

C'è anche il concetto di 'economia circolare', dove riduciamo, riutilizziamo e ricicliamo i prodotti di tutti i giorni per evitare le emissioni di carbonio derivanti dalla produzione di materiali vergini. Ci sono molte aziende ora con modelli di business a 'ciclo chiuso' dove i rifiuti vengono raccolti e poi ridefiniti per il riutilizzo. Nella maggior parte dei casi si tratta di un'alternativa più economica e fornisce un forte vantaggio commerciale.

Affrontare la sfida

Ora che abbiamo obiettivi chiari per raggiungere lo zero netto entro il 2050, possiamo vedere come l’inazione implichi rischi sempre maggiori. Dobbiamo capire come gli investimenti impattano - e sono impattati - dai rischi e dalle opportunità associati al cambiamento climatico. 

Le società che non si stanno muovendo si espongono (insieme ai loro investitori) non solo al rischio di possibili perdite finanziarie, ma anche a quello di perdere le occasioni di successo disponibili per chi è pronto a raccogliere la sfida. Si stima che nei prossimi decenni il Regno Unito avrà bisogno di 1.500 mld di sterline e l'UE di 10 mila mld di euro (8.550 mld di sterline) per iniziare a raggiungere i loro obiettivi di carbonio a lungo termine*. Con le casse del governo esaurite dopo la pandemia, i settori commerciali avranno un ruolo di vitale importanza da svolgere.

Il profitto non è necessariamente un obiettivo alternativo alla tutela dell'ambiente.  Gli azionisti delle società che riusciranno a fornire soluzioni al cambiamento climatico possono aspirare a ricevere un ritorno finanziario sostenibile, contribuendo nel contempo a generare un impatto positivo dimostrabile sul pianeta. 

*https://on.ft.com/2Qj4HsI

Il valore degli investimenti nel fondo è destinato ad oscillare. Questo determina il movimento al rialzo o al ribasso degli investimenti e la possibilità che non si riesca a recuperare l'ammontare inizialmente investito.

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