Caso di studio sul coinvolgimento ESG - valutazione del rischio Huawei

8 min read 11 ott 20

Il contesto

L'azienda cinese Huawei, che fornisce attrezzature per telecomunicazioni, negli ultimi anni è finita nel mirino degli Stati Uniti, che hanno sollevato pesanti perplessità e critiche sull'atteggiamento della società in materia di proprietà intellettuale e cybersecurity. Questo ha portato alla messa al bando degli apparati Huawei sia negli Stati Uniti che in altri Paesi, come il Giappone e l'Australia, e presto potrebbero essere imposte limitazioni analoghe in Regno Unito e Canada, come pure in alcuni stati d'Europa e di altre regioni.

Huawei si trova sotto pressione anche sul fronte dell'offerta, dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato di recente misure volte a limitare l'accesso della società ad articoli prodotti all'estero che utilizzano tecnologie o componenti made in USA. Di fatto questo potrebbe bloccare i chip per semiconduttori di ultima generazione provenienti da Paesi come Taiwan e Corea del Sud, costringendo Huawei a rivolgersi a fornitori nazionali, che però sono indietro di vari anni in termini di tecnologia. 

L'eventuale inasprimento degli attriti e l'imposizione di ulteriori restrizioni potrebbero incidere in misura rilevante su molti operatori di telecomunicazioni, soprattutto quelli con sede in Europa e in alcuni Paesi emergenti. Mentre le aziende USA del settore sarebbero sostanzialmente immuni, visto che le attrezzature cinesi sono già state bandite, secondo le stime di Strand Consult per gli attori europei l'obbligo di rimpiazzare le forniture in arrivo dalla Cina potrebbe comportare costi nell'ordine dei 3,5 miliardi di dollari, cui si aggiungerebbero i rischi operativi nell'eventualità in cui Huawei uscisse dal novero dei fornitori di apparati e dei partner di gestione delle reti.

Valutazione dei rischi

Con le sorti di Huawei come fornitore sempre più in dubbio, abbiamo avviato un’analisi approfondita delle compagnie di telecomunicazioni presenti nei nostri portafogli, per stabilire l'entità dell'eventuale esposizione al colosso cinese e identificare tutte le "vie di fuga" ma anche i "campi minati". 

Il lavoro condotto da Simon Duff e dal team di analisti del credito testimonia la nostra capacità di combinare la ricerca tradizionale con la valutazione dei fattori sociali, ambientali e di governance (ESG) per ottenere un quadro più completo delle società in cui investiamo. Dal punto di vista del credito, abbiamo quantificato i costi finanziari per rimpiazzare le attrezzature di Huawei, come pure i rischi operativi connessi al cambio di fornitore. L'analisi ESG ha considerato soprattutto gli aspetti di governance, come ad esempio il modo in cui le aziende gestiscono i rischi per la catena logistica e la loro disponibilità a divulgare in modo trasparente l'esposizione agli equipaggiamenti di terzi.

Molti operatori di rilievo, tra cui Vodafone e BT, hanno pubblicato le loro stime sui costi legati all'obbligo di rimpiazzare i prodotti di Huawei, ma le società minori in generale sono state molto più restie a dare informazioni a riguardo. Considerando che in molti casi si tratta di emittenti high yield con livelli di debito relativamente elevati, è essenziale conoscere esattamente l'entità dell'eventuale esposizione a Huawei e la capacità di sostenere la spesa connessa al cambio di forniture.

Abbiamo pertanto instaurato una fitta comunicazione con le aziende di telefonia potenzialmente influenzate da questo contesto, in particolare nei casi in cui avevamo bisogno di maggiori dettagli per valutare adeguatamente i rischi. Queste sono alcune delle domande principali che abbiamo posto.

  • Huawei è un fornitore importante di servizi o apparati di rete? 
  • Qual è l'entità dell'esposizione in termini di i) percentuale della rete fornita o gestita da Huawei, oppure ii) territori/regioni serviti o gestiti da Huawei?
  • Quali sono i costi stimati per rimpiazzare o sostituire gradualmente Huawei come fornitore di apparati di rete?
  • Quali iniziative sono state intraprese per limitare al minimo o eliminare questo rischio?

Conclusioni preliminari

L'analisi effettuata da Simon e dal team ci ha permesso di comprendere più a fondo un importante fattore di rischio che si prospetta per il settore delle telecomunicazioni e questo, a sua volta, ci consente di valutare meglio se gli obbligazionisti siano adeguatamente remunerati per il rischio assunto. Per quanto l'identificazione di un fattore di rischio non precluda automaticamente la possibilità di detenere una posizione, laddove l'assunzione di rischio fosse ben remunerata, riteniamo opportuno proteggere adeguatamente M&G (Lux) Global High Yield ESG Bond Fund e M&G (Lux) Emerging Markets Corporate ESG Bond Fund dai rischi legati a Huawei finché la situazione non diventerà più chiara.

La scarsa disponibilità di molte aziende minori a fornire dati precisi rende difficile quantificare l'impatto finanziario e operativo della possibile sostituzione obbligata di Huawei come partner e fornitore. Il nostro programma di coinvolgimento diretto nelle società partecipate è stato quindi enormemente utile per delineare un quadro più dettagliato dell'esposizione a Huawei delle singole società e dei possibili costi correlati.

Abbiamo ricevuto risposte molto diverse: alcune aziende si sono dimostrate poco propense a condividere informazioni, ma altre hanno messo a disposizione dati piuttosto dettagliati permettendoci di fare una valutazione più accurata del loro profilo di credito. Questo processo ci ha consentito anche di valutare indirettamente il grado di trasparenza e la disponibilità di ciascuna azienda a interagire con i rispettivi portatori di interessi, tanto più che consideriamo questi elementi molto indicativi della qualità della governance, ai fini del nostro giudizio ESG complessivo.

Attraverso l'interazione con le società, siamo riusciti a ottenere ulteriori rassicurazioni su diverse posizioni chiave del fondo, la cui esposizione a Huawei è risultata gestibile o irrilevante. D'altro canto, queste attività hanno portato alla luce diversi casi in cui i rischi connessi a Huawei non sono pienamente riflessi nei prezzi delle obbligazioni. Manteniamo una certa cautela nei confronti di vari emittenti di dimensioni inferiori e con livelli di indebitamento più alti, che non sono stati in grado di fornirci dati sufficienti ad attenuare i timori per i rischi potenziali. 

Riteniamo inoltre che gli scambi intercorsi con le società abbiano messo in evidenza i benefici che possono trarne le aziende stesse, a maggior ragione nel caso degli attori high yield più piccoli, molti dei quali non hanno le risorse o le competenze per misurare il livello di informazione dettagliata che gli investitori tendono sempre più a esigere. Grazie alla consolidata esperienza nell'high yield e all'uso di processi di analisi del credito che integrano saldamente anche i fattori ESG, M&G è nella condizione ideale per aiutare le società a valutare il tipo di dati e il grado di trasparenza richiesti dagli investitori.

Gli investimenti in obbligazioni sono influenzati dai tassi d'interesse, dall'inflazione e dai rating del credito. Può capitare che gli emittenti obbligazionari non siano in grado di corrispondere gli interessi o di rimborsare il capitale. Tutti questi eventi possono ridurre il valore delle obbligazioni detenute dal fondo. Le obbligazioni high yield comportano normalmente un rischio maggiore che gli emittenti dei titoli non siano in grado di corrispondere gli interessi o di rimborsare il capitale.

Investire nei mercati emergenti comporta un rischio di perdita maggiore a causa di diversi fattori, inclusi i più elevati rischi politici, fiscali, economici, normativi, di cambio e di liquidità. Potrebbe essere difficile acquistare, vendere, custodire o valutare investimenti in tali Paesi.

Il valore e il reddito degli asset del fondo potrebbero diminuire così come aumentare, determinando movimenti al rialzo o al ribasso del valore dell’investimento. Non vi è alcuna garanzia che l’obiettivo del fondo verrà realizzato ed è possibile che non si riesca a recuperare l’importo iniziale investito.

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